Barga

Barga medioevaleSituato nella media valle del Serchio, sul versante sinistro del fiume, a 410 metri d’altezza, Barga è un caratteristico borgo della Media Valle del Serchio che vanta origini liguri. Tutto il contado lucchese, e in particolare la Garfagnana rappresentano una zona fortemente legata al passato longobardo. La storia di queste zone è inoltre fortemente legata alle imprese del condottiero Castruccio Castracani. Ricca di abitati medievali molto ben conservati nel tempo, oggi Barga è una meta turistica che offre al suo visitatore innumerevoli aspetti degni di interesse sia storico, artistico, architettonico che di puro e semplice 'gusto': dalla cucina, all’artigianato, alla musica.

Storia. Il borgo avente origini liguri cancellate dall’esercito romano nel 180 a.C., nel X secolo, sarebbe appartenuto alla famiglia longobarda dei Rolandinghi e passato successivamente sotto il dominio lucchese che, nel 1236 avrebbe costituito i tre vicariati di Barga, Coreglia e Castiglione. La nuova autorità non piacque tuttavia agli abitanti , che, pur di ostacolare gli oppressori intrecciarono rapporti commerciali con i Fiorentini, acerrimi rivali dei Lucchesi. La rivalsa di Lucca contro il borgo ribelle fu immediata e così Barga dovette sopportare il dominio del tirannico Castruccio Castracani degli Antelminelli, Signore di Lucca, fino al 1328, anno che vide la morte di quest’ultimo. Libera dal giogo, la città si sottomise spontaneamente alla Repubblica di Firenze. La cosa non piacque alla famiglia Antelminelli che, per ben due volte cercò di riconquistare il dominio perduto, ma invano, infatti, nel 1341, grazie al condottiero veronese Mastino della Scala, Barga entrò definitivamente a far parte dei domini fiorentini restandoci fino all’unità d’Italia. Approfondimento: breve storia di Barga.

Duomo di BargaMonumenti. L’impronta urbanistica di Barga è decisamente medievale, tuttavia non si può tralasciare il contributo avuto nel Rinascimento dagli eleganti palazzi voluti da Cosimo I de Medici. Nella parte più alta del borgo, laddove lo sguardo si spinge fino alle Alpi Apuane, è situato il Duomo, una costruzione dell’ XI secolo dedicata a San Cristoforo, con la facciata in albarese, la cui caratteristica è quella assumere tonalità diverse a seconda delle condizioni climatiche. Il portale principale presenta due colonne sormontate da leoni e da un architrave raffigurante scene di vendemmia. All’interno è custodita una statua lignea del Santo e la trecentesca "Madonna del Molino", mentre le acquasantiere del XII e XIII secolo ne rappresentano gli elementi forse più antichi fra le decorazioni. Il pulpito, di particolare bellezza è abbellito da sculture e sostenuto da colonne di marmo rosso piantate su basi raffiguranti due leoni ed un uomo seduto. La torre campanaria, ornata di merli, con bifore e trifore ha ispirato a Giovanni Pascoli, durante il suo soggiorno a Barga la lirica "L'ora di Barga". Sul grande giardino che circonda il Duomo, l'Arringo, si affaccia il Palazzo Pretorio, antica sede dei commissari fiorentini, sotto la cui Loggia è ancora possibile ammirare le unità di misura utilizzate a quel tempo, come lo "staio" e il "braccio". L'edificio è oggi sede del Museo Civico. Una scala separa il Duomo dalla duecentesca Chiesa del S.S. Crocifisso, il cui interno, a tre navate, conserva un monumentale altare maggiore con decorazioni in oro e stucco e un coro ligneo magnificamente intagliato. All'esterno del centro medievale, si trova la quattrocentesca Chiesa di San Francesco, nella quale sono custodite numerose opere d'arte. BargaTra queste meritano un'attenzione particolare le terrecotte invetriate dei Della Robbia, realizzate tra il XV e il XVI secolo. All'interno del chiostro dell'adiacente Convento dei francescani si possono ammirare due orologi solari del settecento, posti dall'ingegnere Giorgio Kindt e tutt'ora funzionanti. Nel 1895 il poeta Giovanni Pascoli, che da tempo era in cerca di un luogo appartato e tranquillo, acquistò una grande casa a Castelvecchio di Barga, dove abitò con la sorella fino al 1912, anno della sua morte. In questa villa Pascoli compose i "Canti di Castelvecchio", la raccolta "Myricae", i "Primi Poemetti" e i "Poemi Conviviali". Oggi la villa una casa museo nella quale sono stati conservati intatti gli arredi ed è possibile ammirare oggetti e documenti appartenuti al poeta, nonché suoi stessi manoscritti. In una cappella vicina alla villa è collocata la tomba del poeta e quella di sua sorella Maria.

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